La Casa della Cultura ( denominata poi nel tempo Casa delle Culture) è stata una associazione storica romana,

Fondata nel 1962 sul modello della Casa delle culture di Milano da un gruppo di intellettuali che si richiamavano alle forze politiche della sinistra e ai cattolici democratici (fra gli altri, Rossana Rossanda, Stefano Rodotà e Filiberto Menna), l’associazione è stata nel corso dei decenni, e nelle diverse sedi che l’hanno ospitata (dalla prima, in via della Colonna Antonina, fino all’ultima a Trastevere), un punto di riferimento per la sinistra capitolina.

Fu la Casa delle Culture, quando si trovava nella sua sede in largo Arenula, a ospitare la camera ardente di Pasolini. E fu ancora presso la Casa delle Culture, quando già si era trasferita in via San Crisogono, che Amelia Rosselli tenne, fra il ’94 e il ’95, un celebre laboratorio di poesia.

La Casa delle Culture ha avuto un ruolo importante nella vita politico e culturale della città, tessendo con autorevolezza una rete di rapporti di cui sono testimonianza gli incontri e i dibattiti che si sono tenuti in via San Crisogono. Grazie alla Casa delle Culture che la Camera di consultazione della sinistra ha potuto svolgere le sue riunioni».

E’ stata un luogo molto significativo , un punto di riferimento di molteplici associazioni, gruppi, artisti, cittadini. Aperto a tutti, aperto a qualsiasi confronto. Abbiamo ospitato convegni, riunioni politiche, assemblee cittadine, proiezioni, mostre, reading, danza, teatro, cinema, ecc. L’ascolto e il confronto hanno contribuito a renderlo uno spazio unico.

Storico Presidente dell’associazione  è stato Franco Ottaviano importante dirigente del PCI e intellettuale di prestigio. Fu prima funzionario di partito e successivamente parlamentare del Pci. Fu poi Direttore (l’ultimo) della importantissima  scuola delle Frattocchie. Tra le innumerevoli attività e interessi Franco Ottaviano ha ideato e progettato un importante archivio. Un “progetto aperto”, in divenire, (come è stato detto in occasione della presentazione avvenuta il 9 giugno 2015 alla Sala degli Atti parlamentari del Senato),“aperto” non solo in quanto necessita di una costante verifica e di un arricchimento dei contenuti, allo stato in molti casi persino mancanti, ma«aperto» alla collaborazione di Archivi e Soggetti istituzionali, che si dimostrino interessati e disponibili, e di singoli ricercatori, studiosi che vorranno dare il loro contributo. https://www.dellarepubblica.it/

Dal 2000 alla fine del 2016 ( anno della chiusura) abbiamo gestito e programmato come Ginepro Nannelli, dal 2000 alla fine del 2016, una intensa attività teatrale prediligendo compagnie di nuova formazione e autori contemporanei. Abbiamo dato vita cosi ad un cartellone continuativo ( ottobre/maggio) principalmente di teatro di ricerca.

L’attività della Casa delle Culture è documentata da un archivio cartaceo, audio e video.

Sono stati esposti per la prima volta al pubblico i reperti, i documenti, le foto dell’importante archivio dell’associazione, raccolto in tanti anni di ricerche dall’on. Franco Ottaviano riferito alle attività culturali e sociali della storia delle case della cultura: dalle foto delle camere ardenti di Pier Paolo Pasolini e di Carlo Levi, alle lettere aperte contro la guerra del Vietnam, alle immagini e locandine di grandi convegni internazionali, sino ad una importante rassegna ante litteram sulla cultura africana. Ad arricchire la mostra una raccolta esclusiva di riviste e periodici del pensiero progressista e democratico che si è dipanato tra gli anni 50 e 80 nel nostro paese.
PROGRAMMA degli eventi sul sito www.lavaccheriaroma.it/event/visionari-casa-delle-culture

di seguito riportiamo l’ultimo comunicato stampa prima della forzata chiusura definitiva

Comunicato stampa della «Casa delle Culture» di Roma

chiuso il portone delLa sede storica della Casa delle Culture di Roma

Grazie al Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti,

la sede della Casa delle Culture di Roma, da questa mattina, non esiste più!

Dopo anni di battaglie, di richieste di assegnazione, di promesse, questa mattina hanno definitivamente chiuso la sede di via San Crisogono.

La nostra storia di oltre 60 anni di attività (senza nessun tipo di sovvenzionamento pubblico), la nostra presenza come luogo sociale culturale e politico sulla città (aperto tutti i giorni dalla mattina alla notte per undici mesi all’anno), non ha interessato la Regione Lazio, che, non contenta, ci beffa inaugurando un altro spazio ( che dovrebbe diventare la Casa delle Culture) investendoci sopra circa 800.000 euro.

Ci sembra una lunga e funesta scia quella dello sfratto delle associazioni: chiudono i portoni senza riguardo, senza badare alle attività, senza interloquire, senza nessun tipo di confronto.

Eppure il programma elettorale dell’assessore alla cultura Lidia Ravera recita cosi: <…Penso che devi trattare il “bene culturale” come se fosse un cosa tua, se una cosa è tua, te ne prendi cura. La valorizzi, la vivi, la mostri con orgoglio. Non la svendi. Non la trascuri. Non la lasci cadere a pezzi…>.

Quello di Zingaretti cosi: <.. In questi anni sono stati commessi tanti errori e, sicuramente, uno di questi è stato considerare la cultura come un semplice settore da finanziare, un capitolo marginale dell’agenda di governo, dimenticando che la cultura permea le nostre vite in ogni aspetto, perché produce pensiero, identità, cittadinanza. E’ la cultura che ci rende quello che siamo. E’ la cultura che rafforza la coesione sociale. Ed è la cultura che può aiutare oggi la ripresa della nostra economia…>.

Ci sembra chiaro che queste parole servono solo a cercare voti in campagna elettorale, subito dopo (almeno per noi), c’è solo silenzio, prese in giro, promesse non mantenute, domande senza risposta.

Per anni, un ufficio ci ha tranquillizzato promettendoci l’assegnazione, l’altro ufficio nel frattempo ci faceva causa. Quando i tempi si sono fatti sempre più stretti, non ci hanno più ricevuti, non hanno più risposto a lettere, mail, fax, telefonate: ci hanno letteralmente ignorato con grande superbia. Vuoi poi il caso, il destino.. chissà? Arriva la visita “a campione” dei vigili del fuoco che blocca tutte le attività della sede per mancanza di requisiti a norma di legge. Ci hanno messo in ginocchio, con accanimento! Senza regolare assegnazione impossibile ogni resistenza anche perchè la sede, nonostante i precedenti interventi fatti a nostre spese, oggi avrebbe bisogno di ingenti opere di ristrutturazione senza le quali sarebbe a rischio l’incolumità di chi vi opera e dei partecipanti.

Ci aspettiamo che chiunque abbia partecipato alla vita della Casa delle Culture ( associazioni, movimenti, partiti, singoli artisti, gruppi, compagnie, pubblico, cittadini, ecc.) voglia esprimere il proprio ringraziamento alla Regione Lazio per avere soppresso un fastidioso presidio cittadino, mandando una mail ai seguenti indirizzi: …………………………….. con la cortesia di metterci in copia …………………………

Roma, 30 novembre 2016

Marco Carlaccini – Patrizia D’Orsi – Franco Ottaviano

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